Throw away troubles

Throw away troubles

Una derivazione più elaborata della semplice carrucola, un aiutino in alcune comuni situazioni, vediamo cos'è in sostanza questo insieme.


Throw away troubles:

           
 


 

"Difficile assegnare un nome a un prodotto, quando questo non è presente sul mercato ma rincorre i nostri pensieri, di lui ne abbiamo mentalmente elaborato l’efficacia dopo averne troppo spesso desiderato la funzione,  sicché il nome sarà l’ultimo dei nostri pensieri."


Passiamo alla costruzione di questo oggetto, prezioso in svariate occasioni, spesso…. purtroppo…. anche in momenti di difficoltà oggettiva.
Questa nuova auto costruzione, è quindi utile a coloro che si possono trovare in 
 difficoltà nel ritirare verso terra grossi “aquiloni-pilota” o altresì a gestire “generosi gonfiabili”.

La trazione di questi nostri, comporta spesso una lotta con il cordino di ritenuta, il quale aiutato dalla ridotta sezione, si opporrà con determinazione al nostro volere.


Anche quando abbiamo dei “crash” durante un volo collettivo, possiamo intervenire con una buona capacità con questo oggettino, vediamone la sua evoluzione partendo dalle origini del nostro pensiero.
Abbiamo imparato nel tempo a utilizzare, per abbassare la quota di volo dei nostri aquiloni, un moschettone con annessa una maniglia.
Inserendo il moschettone nel cordino in trazione, e facendolo scorrere lungo il cavo, riuscivamo, con minore dispendio di energie, a fare perdere quota alla nostra vela.
Il manufatto a volte è stato migliorato sostituendo il moschettone con una puleggia (il metallo del moschettone, per frizione sul cordino, raggiunge temperature considerevoli, a danno chiaramente del cordino stesso, qualora questo non fosse in fibra aramidica) una puleggia regala maggiore scorrevolezza e azzera i problemi della temperatura dato il minor attrito.

Ulteriore attenzione nel tempo acquisita è il dover rendere solidale la nostra puleggia con il cordino, un nostro malaugurato rilascio fortuito dell’oggetto non deve regalare una fiondata a nessuno degli astanti.
Possiamo ora, aggiungere, a quanto già elaborato, una nuova e utile funzione al nostro oggetto auto-costruito.
Ciò che segue, quindi, ci semplificherà le operazioni per abbassare la nostra vela o ci aiuterà a riposizionare semplicemente una nuova lunghezza del cordino di ritenuta sul punto d’ancoraggio.
Aiuto prezioso anche quando vogliamo portare a terra una vela, ma non si dispone di una profondità del campo di volo sufficiente, possiamo trarne comodo vantaggio con questo prodotto.
Senza questa utilità, saremo obbligati a trattenere il cordino con le mani
(spesso per quanto insalubre sia, ci scorgiamo a eseguire delle asole con il cordino tra mani e dita ……….) tornando quindi sofferenti a ritroso sui nostri passi per eseguire le operazioni volute, o semplicemente, a volte, ritraiamo il tutto a forza di braccia, stando noi in prossimità del punto d’ancoraggio………. non curiamo molto il fattore sicurezza in queste operazioni, questo lo dobbiamo ammettere.
Anche quando siamo supportati da una seconda persona nel punto d’ancoraggio, non riusciamo a mettere in atto nessuna azione fino a quando il cordino è in tensione, al contrario, a cordino libero, possiamo aggiustare la distanza ancoraggio-vela o portare a terra la vela in sicurezza.


Da queste considerazioni, il prodotto autocostruito.

 Una ferramenta di provenienza dal mondo della nautica è stato l’uovo di Colombo per la costruzione dell’insieme, largo è l’uso di strozza-scotte e blocca-drizze da suggerirne l’utilizzo anche per la nostra funzione.
Ideali a mio avviso, per costruire quanto desiderato, sono i
“Clamcleat” verticali aperti -- serie MINI -- per scotte con diametro da 1 mm. a 6 mm. – materiale di costruzione “Nylon 6 industriale” -- interasse fori 36 mm. con fori da 4 mm di diametro.
Le pulegge a noi occorrenti, potranno avere il corpo in “Nylon”, meglio se supportate da un cuscinetto stagno cui il diametro sarà ininfluente, io ho utilizzato delle  pulegge senza cuscinetto, tenendo ridotte misure e peso finale dell’insieme.


Il solco della puleggia dovrà essere generoso per accogliere il cordino, unica attenzione, cui dovremmo sottostare sarà tenere l’asse centrale del solco puleggia con il centro assiale del “Clamcleat”.

Vanno eseguiti due generosi fori sul corpo dell’insieme, questi  accoglieranno un moschettone il quale se posizionato nel foro vicino al “Clamcleat” farà scorrere il cordino in un senso di marcia ma agevolerà senza esitazione il bloccaggio nel senso contrario.
Il secondo foro lascerà scorrere il cordino di ritenuta nei due sensi di marcia, funzione talvolta molto comoda.


La maniglia la possiamo proporre in robusta fettuccia, la quale sarà comodamente sganciabile dall’insieme mediante un moschettone, il quale come scritto sopra cingendo in modo sicuro il cordino eviterà in caso di rilascio maldestro di proiettare l’insieme nello spazio.


Il “Clamcleat” come già scritto blocca comodamente tutti i cordini in fibra di, polipropilene, nylon, poliestere, Dyneema, e Kevlar, molto indicati saranno i cordini dotati di calza.
Forse il cordino meno indicato, alla nostra nuova funzione, dovendo fare pressione diretta sullo stesso, sarà il Kevlar senza calza, ad ogni modo spesso lo troviamo da noi annodato e utilizzato violandone di fatto i suoi limiti strutturali.



 

 

 

 

 

Questa è la mia realizzazione, semplice e funzionale, chi volesse può prendere spunto per costruire il proprio “Throw away troubles” ricordando a chi si accingesse all’autocostruzione la mia disponibilità a ulteriori spiegazioni a concetti qui omessi.